Regione Friuli Venezia-Giulia Provincia di Gorizia Comune di Gorizia Parco Culturale Fondazione Cassa di Risparmio

Autori e ospiti, note biografiche

Massimo Fini

Massimo FiniNato a Cremeno sul lago di Como nel 1943, è giornalista, scrittore, drammaturgo e attore. Nel 2005 ha fondato il movimento politico Movimento Zero (www.movimentozero.org). Nato da padre toscano e madre ebrea russa, dopo aver conseguito la laurea in giurisprudenza ed ha svolto varie attività, lavorando inizialmente come impiegato alla Pirelli, in seguito come copywriter, pubblicitario e bookmaker. Arriva al giornalismo nel 1970 a “L'Avanti!”, dove segue come cronista i fatti di criminalità politica. Dal 1972 a 1979 è inviato a “L'Europeo”. Nel 1978, in collaborazione con Walter Tobagi e Franco Abruzzo ha fondato la componente sindacale della rivista “Stampa democratica”. Nei primi anni ‘80 è animatore del mensile di politica e cultura “Pagina”. Dal 1982 al 1992 è inviato estero ed editorialista a “Il Giorno”. Nel 1985 rientra a “L'Europeo”come inviato ed editorialista e vi tiene per dieci anni la principale rubrica del giornale. Attualmente lavora per “Il Gazzettino”, “Il Giorno”, “La Nazione”, “Il Resto del Carlino”, “Giudizio Universale”. Dal mese di Ottobre 2008 Massimo Fini dirige il mensile “La voce del Ribelle”. E' autore di Il conformista (1990) e di due fortunate biografie storiche: Nerone. Duemila anni di calunnie (1993), Catilina. Ritratto di un uomo in rivolta (1996). Per Marsilio ha pubblicato Dizionario erotico. Manuale contro la donna a favore della femmina (2000), Nietzsche. L'apolide dell'esistenza (2003), la trilogia di saggi storico-filosofici La Ragione aveva Torto? (1985, 2005), Elogio della guerra (1989, 2003), Il denaro “Sterco del demonio” (1998, 2003), Il vizio oscuro dell'Occidente. Manifesto dell'Antimodernità (2002, 2004) e Sudditi. Manifesto contro la Democrazia (2004).


“...Quando scrivo, quando parlo, quando vivo vedo i miei pensieri allontanarsi da me, posarsi su altre menti, prendere forma in altri corpi, maschere a volte capricciose e bizzarre e proprio grazie a questa distanza, diventano più chiari anche per me...”
M.F.