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Autori e ospiti, note biografiche

Kornelijus Platelis

Kornelijus PlatelisE' nato il 22 gennaio 1951 a Šiauliai, quarta città del paese e centro industriale nel nord della Lituania. Compiuti gli studi di ingegneria a Vilnius ha esercitato la professione dal 1973 al 1988.

Dopo aver appoggiato il movimento democratico lituano per l’indipendenza dall’Unione Sovietica, è stato impegnato nel governo di Vytautas Landsbergis come Vice Ministro della Cultura e dell’Educazione dal 1991 al 1993, ricoprendo in seguito, dal 1998 al 2000, la carica di Ministro dell’Educazione e della Scienza.

Dal 1991 al 1994 è stato presidente del PEN club lituano. Ha pubblicato sette libri di poesia e uno di saggi; è attivo anche come traduttore, soprattutto dall’inglese (Eliot, Pound). Platelis oltre ad essere oggi forse il maggiore poeta della Lituania, è organizzatore, fra l’altro, del Festival annuale Poetinis Druskininkų ruduo (L’autunno dei poeti a Druskininkai), uno dei più importanti d’Europa, ormai giunto alla ventunesima edizione.

Dal 1996 dirige la casa editrice “Vagà” ed è redattore del famoso settimanale “Literatūra ir Menas” (Letteratura e arte). Nel 2002 ha ricevuto il Premio Nazionale per la cultura e l’arte e dal 2005 è presidente dell’Associazione degli artisti lituani. In traduzione italiana è stato pubblicato per i tipi delle edizioni Heimat il libro Invito a posporre il viaggio.

“Parlando della realtà odierna, Platelis ricorre a riferimenti alla Lituania pre-cristiana e alla realtà d’Oriente. La sua è una versificazione complessa, che si distingue per una forte base compositiva; il poeta sceglie il ruolo di osservatore esterno, che viene reso grazie all’uso di un verso monumentale, razionale ed ermetico al contempo. Eppure la poesia di Platelis non è affatto “fredda”, dotta: in essa si intrecciano le origini del mondo e della parola, con i motivi dell’atto amoroso e dell’inizio della vita.

Tutti i suoi versi sono pervasi dall’erotismo, che non è né particolarmente abbellito o manieristico, né pornografico: il poeta, parlando degli impulsi vitali dell’uomo, del suo istinto eterno di esistere e di vivere, si affida prevalentemente alle immagini plastiche della mitologia. Grazie a un’inclinazione per la vena ironica riesce a coniugare la vita e la cultura, la parola e la sensualità”.