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Autori e ospiti, note biografiche

Anna Garano Trio

Anna Garano Trio“Come il re di un paese piovoso” è il nome del progetto, e del cd , a cui partecipano i musicisti dell’Anna Garano Trio, ovvero Alessandra Chiurco alla voce, Flavio Davanzo alla tromba e flicorno e Anna Garano, chitarrista, autrice delle musiche e ideatrice del progetto.

Si tratta, come suggerisce il titolo-citazione tratto da uno degli “Spleen” di Baudelaire, di un omaggio alla poetica “maudite” di Paul Verlaine, Arthur Rimbaud e Charles Baudelaire e all’opera magistrale, a suo modo altrettanto “maledetta” di Philippe Jaccottet.

Nato a Moudon ( Svizzera) nel 1925 e residente in Francia dal 1953, Jaccottet è considerato il più grande poeta vivente in lingua francese. Più volte candidato al Premio Nobel, è autore di un'opera dal lirismo asciutto, che interroga la nature, la morte e l'essere al mondo.

I musicisti triestini che formano l’Anna Garano Trio provengono da un comune background di studi classici svolti per lo più presso il conservatorio Tartini di Trieste: Alessandra Chiurco si è cimentata in seguito, con successo, in più linguaggi musicali, dal jazz alla musica pop al musical. Flavio Davanzo ha intrapreso la strada del jazz ottenendo importanti riconoscimenti e suonando in numerosi festival jazz in Italia e all’estero con musicisti di fama internazionale.

Anna Garano, dopo il diploma in chitarra classica (M.o Pierluigi Corona) e dopo gli studi universitari (laurea in Lettere con tesi sulla musica contemporanea), ha iniziato a deviare dall’ambito classico scoprendo inizialmente le grandi tradizioni musicali extraeuropee (in particolare la musica indiana) e dedicandosi in seguito, e per molti anni, allo studio della chitarra flamenca con maestri quali Paco Peña e Manolo Sanlucar. Queste sue esperienze e in particolare il flamenco sono confluite nel tempo in diversi ensemble musicali all’interno dei quali suona e scrive o arrangia le musiche.



"Questo lavoro ha origine da un incontro casuale tra una mia musica, concepita nel 2003, per chitarra e contrabbasso (incisa, con il titolo Clinique, all'interno del cd Sombra, realizzato insieme a Massimiliano Forza) e una poesia di Paul Verlaine: la celebre Il pleur dans mon coeur.

Provando ad associarle quasi per gioco, mi resi conto che la ritmica della melodia si adattava in modo stupefacente alla ritmica della poesia, così come l'atmosfera del brano riproduceva perfettamente la risonanza che quella poesia suscita in me.

Quel giorno decisi che avrei provato ad assecondare il caso, dando voce a quell'affinità di sentire che mi mette in comunicazione con questi poeti: Verlaine appunto, Baudelaire e il contemporaneo Jaccottet. Affinità e sentimento di filiazione che lega, come ebbi modo di appurare solo in seguito, Philippe Jaccottet ai poeti maledetti, da lui considerati riferimenti fondamentali per la sua poetica.

Come il re di un paese piovoso oltre a voler essere un tributo a questi grandi, mi piace allo stesso tempo considerarlo come un omaggio alla malinconia e all'incertezza: l'immersione in uno stato d'animo nel tentativo di coglierne le oscillazioni e le possibili aperture. Insieme a Flavio Davanzo e Alessandra Chiurco ho condiviso sin dall'inizio questo progetto che si nutre della loro sensibilità e bravura.

Il 10 febbraio 2010 Philippe Jaccottet è stato insignito del Gran Premio Schiller ed è stato giudicato 'uno dei più importanti poeti di lingua francese del Ventesimo secolo'. E' una notizia che mi riempie di gioia e mi fa sperare che la sua opera possa godere di una diffusione maggiore nel nostro paese.

Quando qualche anno fa mi proposi di utilizzare alcune sue poesie e prose, lo contattai per chiedergli il consenso e gli inviai una prima incisione dei brani che lo riguardavano. Jaccottet mi rispose con una lettera calorosa a cui se ne aggiunse un'altra in seguito all'invio del disco. Ha un grande valore per me che il nostro lavoro sia stato di suo gradimento, e, seppure vissuto soltanto attraverso un breve scambio epistolare, il nostro incontro mi ha emozionato e arricchito, almeno quanto l'incontro tra la mia musica e le sue parole".


Anna Garano