Chi siamo
EX BORDER, da cui riceve il nome la nostra Associazione, nasce come un progetto di politica culturale. Non certo apparso casualmente a Gorizia, EX BORDER potrebbe evocare una vera fiaba della storia ("Qui una volta c´era una frontiera...") oppure far riflettere sulla possibilità di estrarre qualcosa di vitale dalle ceneri di quel vecchio confine che da sempre ospita un vero laboratorio di diversità e ora vuole proporsi come un nuovo baricentro europeo.
Potremmo tuttavia anche pensare alla bellezza degli orizzonti che si aprono quando attraversiamo i limiti dei vari mondi all´interno della cultura (letteratura, arte, cinema e scienze, ma anche giornalismo, psicologia, antropologia, etc.): infatti gli eventi e i personaggi danzeranno in vari luoghi della città, al servizio dell´immagine scelta ogni anno per questa Festa della Cultura.
IL DIRETTORE ARTISTICO
Alberto Princis
PROGETTO EX BORDER
Il nucleo o l´asse portante del progetto EX BORDER è costituito dall´organizzazione di un evento interdisciplinare annuale, seguito dalla pubblicazione di un volume monografico: letteratura (poesia, narrativa), filosofia, arte (arti figurative, fotografia), cinema e scienze umane - in senso olistico (divulgazione scientifica, psicologia, storia delle religioni, antropologia ecc.). I saperi non sono più separati, e potrebbero incontrarsi, ma sono ancora lontani dalla gente: la conseguenza attualmente consiste nella settorialità e nella delega dei saperi a una sorta di oligarchia economica e mediatica. Divulgazione non equivale necessariamente a semplificazione e grossolanità.
L´evento dovrebbe ospitare contributi delle varie discipline offrendo loro ogni anno un tema, un´immagine o una metafora intorno alla quale essi potrebbero coagularsi con tutte le differenze, gli echi, i fondamenti culturali: il laboratorio è mescolanza, alchimia, relazioni segrete tra le cose, sorpresa, distanza. La scommessa è avvicinare il lettore/spettatore a mondi diversi che con diversi linguaggi affrontano e lavorano al servizio dell´immagine che viene scelta. Ad esempio I quaderni della luna (rivista diretta da Silvio Cumpeta), dal 1992 ad oggi proposero le seguenti immagini, come titolo dei rispettivi numeri, dal profilo peraltro esclusivamente letterario: "Questioni di luna", "Il vino e gli angeli", "L´ebbrezza", "Contro Itaca", "Fiere della carne", "Tradimenti", "Barbari", "Nella paura"... Possiamo ora immaginare, ad esempio, anche titoli come "La mente nuda", "Il cuore della pietra", "Per ogni consolazione", "L´alibi delle cose", "L´ombrello di Cassandra", "L´inganno dell´uni-verso" ecc... O I confini della memoria, tema che ho ritenuto interessante per il 2004, nella prospettiva dell´ingresso della Slovenia in Europa, in maggio.
Bisogna anche tenere presente che le collaborazioni a EX BORDER non saranno solo scelte e mirate, ma potranno anche sorgere dall´accoglienza dell´imprevisto, del creativo incontrato per caso nei vari campi espressivi o di ricerca. la formazione dell´oggetto, benché nutrita da un canovaccio, sarà debitrice dei principi della commedia dell´arte, dell´improvvisazione, con tutta l´arbitrarietà delle scelte estetiche, con tutta la democrazia aristocratica che compete alla bellezza e alle sue apparizioni. Imitando il procedere della natura e del tempo, riconoscendo la raffinatezza del pensiero e dell´artigianato, l´esaustiva coerenza delle ragioni dell´arte e del delirio, delle idee come visione di un mondo, EX BORDER vuole essere un faro, una fascio di luce aperto e rigoroso, non politico, non settario né corporativo, non confessionale, polimorfo e polisemico, critico e autocritico...
Bisogna considerare che questa modalità progettuale offrirebbe anche l´occasione di ricercare sponsor privati legati a una produzione o a un ruolo in qualche modo affine o analogicamente compatibile con il tema scelto.
Dunque, tutti i testi e le opere riguarderanno l´immagine o la metafora proposti, a qualsiasi disciplina essi appartengano: il lavoro individuale è inserito in una coralità del sentire e del pensiero.
Gli eventi di EX BORDER costituiranno quindi la colonna portante o l´asse dell´idea fondamentale del progetto: l´incontro di culture, di linguaggi e di discipline, al servizio di un´idea o di un´immagine. L´ospitalità, dunque, in tempi piuttosto sospetti. Il primo numero, o il "manifesto" di Ex Border con tema "I confini della memoria" dovrebbe quindi uscire tra la fine del 2004 e i primi mesi del 2005.
Oltre alla pubblicazione del volume monografico, il progetto EX BORDER prevede un incontro annuale di poesia (con autori provenienti dalla zona transfrontaliera, dalla "macroregione", o dall´area mediterranea e mittel-balcanica). La presenza, oltre agli scrittori dell´area transfrontaliera anche di autori del massimo livello, tra cui anche candidati o premi Nobel, potrebbe creare un valido polo di attrazione, soprattutto nel caso riesca a costituire un sistema integrato con altre proposte e realtà operative (culturali e turistiche) del territorio.
Con adeguate collaborazioni possono infatti essere previsti anche una rassegna d´arti visive - distribuita in diversi spazi espositivi del territorio provinciale e integrante diversi generi artistici (dalla arte figurativa alla fotografia e alle installazioni) - e un convegno scientifico interdisciplinare: tutte queste iniziative avranno sempre la caratteristica di riguardare o convergere sull´immagine e la metafora suddetta.
In relazione al tema prescelto è prevista inoltre l´organizzazione di una rassegna cinematografica, con film vecchi e nuovi, e un incontro sui rapporti tra letteratura e cinema, con la presenza di scrittori, registi o sceneggiatori. Le strutture operative in questo senso sul territorio sono molteplici ed esiste già la disponibilità del Dams di Gorizia e dell´Associazione Sergio Amidei.
Nell´ambito delle diverse iniziative progettate gli autori e gli artisti potrebbero essere ospitati nelle famiglie goriziane, italiane, slovene e friulane, con notevole risparmio di denaro e un buon impatto antropologico: questo costituisce un cardine del progetto dopo aver informato e coinvolto la cittadinanza dovrebbe essere organizzato un centro di raccolta e selezione delle domande presentate. E´ un´occasione da sfruttare per un´educazione all´apertura e all´ospitalità. La cultura entrerebbe nelle case, a colazione, attraverso gli artisti, i poeti e gli scienziati stessi. Gli artisti - anche quelli che godono di un riconoscimento nazionale o internazionale - è importante che accettino d´essere ospitati in un ambiente familiare. Per una tale modalità di ricezione le famiglie goriziane, di lingua italiana, slovena e friulana verrebbero sensibilizzate - con una campagna pubblica e sulla stampa: in base dunque alle domande pervenute, quelle selezionate - più in base a criteri di dignità umana e ospitante, o di competenze linguistiche che di ricchezza, blasone o tradizione - si faranno carico e onore di una concezione nuova dell´ospitalità e dell´educazione alla convivenza. Di una cultura vissuta non solo all´interno dei convegni o sulla stampa specializzata.
Altri scrittori o artisti invitati - diciamo emergenti ancorché sconosciuti - avranno anch´essi un´occasione per un confronto e un apprezzamento. Gli eventi dovrebbero offrire a tutti anche l´opportunità di visite nei siti turistici, storici ed artistici e di soggiorno nelle terre del vino, a seconda del periodo scelto e con il coinvolgimento degli operatori economici e degli eventuali sponsor interessati. "L´effetto collaterale" potrebbe quindi consistere in una maggiore visibilità del nostro territorio, stimolando la curiosità sia degli ospiti (che potranno scrivere e raccontare dei nostri luoghi) che dei visitatori o dei turisti.
Il turismo e gli eventi che qui si propongono dovrebbero avere il più possibile un carattere transfrontaliero: si ritiene quindi che una maggiore condivisione e ricchezza di occasioni d´incontro e scambio possano favorire culturalmente ed economicamente entrambe le comunità, perché solo una visione ristretta e provinciale ne avrebbe timore.
Dunque idee, storie, poesie, immagini ferme e in movimento: dentro una gastronomia condivisa e non effimera, familiare e meno astratta dell´ufficialità formale. Una terra che accoglie, un respiro che diviene più profondo e salutare, uno scambio, una fuga dalla rassegnazione e dall´isolamento. Un´economia un po´ più allargata attraverso le vie dell´immaginazione.
Per questo progetto dobbiamo auspicare ovviamente la collaborazione e la convergenza di enti e strutture sia imprenditoriali che turistiche. Ne trarrebbe vantaggio sia il settore pubblico che quello privato. Ci riferiamo ovviamente anche ai progetti e alle realizzazioni già operative, non solo all´EX BORDER, che tentiamo di inventare e che costituirebbe appunto e semplicemente un altro tassello nel mosaico delle proposte del nostro territorio: ci vorrebbe anche il coinvolgimento delle competenze intellettuali, amministrative, tecnologiche già presenti, all´interno ma anche all´esterno delle amministrazioni pubbliche; bisognerebbe prevedere convenzioni di collaborazione diversificate e in rete, a seconda dei progetti e degli obiettivi. L´investimento locale è produttivo se non si disperde nella progettazione effimera, consolatoria, o in strutture esterne al territorio, senza alcuna ricaduta all´interno, dal punto di vista economico e d´immagine.
Vecchi e giovani a confronto e a contatto. Meno spot e una più semplice costruttività: avendo per protagonista l´anima mundi, idea rinascimentale per anima del mondo. Il corpo del mondo. Piccoli gesti locali per una maggiore consapevolezza globale. E la bellezza della natura, dei luoghi d´arte e di vino, e la cucina della nostra terra. Le musiche delle diverse lingue che si intrecciano.
IL DIRETTORE ARTISTICO
Alberto Princis
Ottobre 2003