Autori e ospiti, note biografiche
Vive e lavora a Trieste dove è nato nel 1939. Poeta e scrittore ha pubblicato in dialetto: Noi vegnaremo (1966), Dona de pugnai (1972), Creature del pianzer creature del rider (1989), Scarpe zale e altre cose (2000), Bora zeleste (2000), Poesie, antologia 1957- 2002 (2003) e Inventario (2004); la memoria drammatica Un baseto de cuor, (1994) e le plaquette: 9 poesie scritte a Trieste (1992), Figure (1995) e Po chu i (1996), Assedio (2001) e Su l ponte de la Roia (2002).
Per il teatro ha scritto: Un baseto de cuor - Anita Pittoni colori di una solitudine (Teatro Stabile La Contrada di Trieste, 1993/94); Il compagno di viaggio, dall’omonima fiaba di Andersen (Teatro Ragazzi/La Contrada, 1995/ 96); Alida Valli che nel Quaranta iera putela (TSFESTIVAL - II festival drammaturgia contemporanea (coproduzione Stabile del Friuli -Venezia Giulia e La Contrada, 1997); Lorenzo Da Ponte a Nuova Yorca (Teatro a leggìo, 2005).
Con Roberto Damiani, fra le altre collaborazioni, ha ordinato l’antologia Poesia dialettale triestina (1975) e il successivo aggiornamento, La poesia in dialetto a Trieste (1989). Poeta soprattutto in dialetto, Claudio Grisancich è anche autore di poesie e racconti in lingua italiana pubblicati su varie riviste e, fin dagli anni ’60, di una lunga serie di originali e sceneggiati radiofonici nonché di speciali televisivi prodotti dalla Rai. Considerato tra le voci più limpide che la letteratura in lingua dialettale possa vantare, è l’unico triestino vivente che figura (accanto a Carolus Cergoly e Virgilio Giotti) in quel monumento letterario che è l’antologia La poesia in dialetto, dalle origini al Novecento. Recentemente ha scritto A Virgilio Giotti nel centoventesimo dalla nascita.