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Autori e ospiti, note biografiche

Donatella Di Pietrantonio

Donatella  Di Pietrantonioè un’esordiente. Scrive da quando era piccola, dice l’aletta di copertina, fiabe, poesie, racconti, e per vivere fa la dentista per bambini. Il romanzo Mia madre è un fiume, pubblicato da Elliot ha vinto nel 2011 la V edizione del Premio Letterario Tropea. La terna dei finalisti era stata prescelta dalla giuria presieduta da Isabella Bossi Fedrigotti, e la giuria popolare ne ha decretato la vittoria con un netto distacco dagli altri due volumi finalisti, I Traditori di Giancarlo De Cataldo e La nota segreta di Marta Morazzoni. Nelle precedenti edizioni il Premio era stato attribuito a Roberto Saviano (Gomorra), Gianrico Carofiglio (Ragionevoli Dubbi), Carmine Abate (Gli anni veloci) e Mattia Signorini (La sinfonia del tempo breve).

Nel libro, una donna, ormai anziana, mostra i primi segni della malattia che le toglie i ricordi, l’identità, il senso stesso dell’esistenza. È tempo per la figlia di prendersi cura di lei e aiutarla a ricostruire la sua storia, la loro storia. Inizia così il racconto quotidiano di piccoli e grandi avvenimenti, a partire dalla nascita della mamma, Esperia, e delle sue cinque sorelle, nate da un reduce tornato comunista dalla Grande Guerra e da una contadina dritta ed elegante, malgrado le fatiche della campagna, degli animali e della casa. I fili delle loro esistenze si svolgono dagli anni Quaranta fino ai nostri giorni, in un Abruzzo “luminoso e aspro”, che affiora tra le pagine quasi fosse una terra mitologica e lontana. Giorno dopo giorno sfilano i personaggi della famiglia, gli abitanti del piccolo paesino ancora senza acqua né luce; personaggi talmente legati a una terra avara, da tollerare a malapena trasferimenti a breve distanza – la ricerca di un lavoro, l’occasione di poter frequentare una scuola “in città” – partenze che si trasformano in vere emigrazioni con il solo scopo del ritorno. Sono ricordi dolcissimi e crudeli, pieni di vita e di verità, che ricostruiscono la storia di un rapporto e di un’Italia apparentemente così lontana eppure ancora presente nella storia di ognuno di noi.