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Autori e ospiti, note biografiche

Silvano Serdino

Silvano Serdino(in arte Cildi), pittore e scultore, è nato a Grosseto nel 1955. Vive ed opera in Saciletto di Ruda (UD). Da sempre si dedica all’arte e alla sperimentazione materica, un percorso che lo porterà nel 2000 a creare la prima di quelle opere che lui chiamerà pause temporali. L’artista ha partecipato a numerose mostre sia a carattere collettivo che personale, conseguendo consensi di pubblico e critica, e le sue opere sono presenti in varie collezioni private sia in Italia che all’estero.

La ricerca artistica di Silvano Serdino dimostra l’interesse e il gusto per la materia che rappresenta l’elemento fondamentale della sua poetica. L’opera nasce anche dall’occasionalità del ritrovamento di oggetti abbandonati; il loro recupero è preludio a un intervento che impegna talora una vena ironica, leggibile nelle combinazioni ottenute con l’assemblaggio di porzioni lignee e metalliche. In realtà lo sguardo irridente verso la realtà è solo apparente, in quanto cela significati più complessi e profondi. Sono relitti, oggetti corrosi, su di cui la ruggine continua a lavorare, a trasformarsi, a nascondere o a svelare i loro segreti sia quando la materia viene lasciata rozza e informe, sia quando l’artista interviene e la incide, la scava fino a trasformarla e a renderla viva e pulsante. Le evidenze plastiche di queste costruzioni-creazioni arrivano a richiamare realtà esistenti (figure, visi, bocche, corpi), ma possono anche debordare in una logica astrattizzante. Le opere di Cildi trasmettono sentimenti, ed emozioni forti comunicandoci le vibrazioni interiori più segrete dell’artista, che sa coinvolgere l’osservatore in una autentica condivisione. Nelle opere ritroviamo storie comuni, fragilità, paure: sono finestre che si aprono sul mondo, orologi che scandiscono il tempo passato, ma anche il susseguirsi degli eventi catastrofici che colpiscono il nostro presente; meridiane cosparse di chiodi come simboli delle ferite che ognuno di noi si porta dentro; baracche che imprigionano la nostra anima e simboleggiano la mancanza di libertà; cuori infranti da situazioni di lacerante sofferenza. Cildi è un archeologo del contemporaneo; nella sua ricerca scandaglia tutto ciò che è intorno a lui, inquadrando con l’obiettivo di un’analisi disincantata e a volte impietosa le evidenze più interessanti che, dopo un sapiente intervento di selezione e ri-costruzione, assumono dignità artistica. Alessia Tortolo